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Lino
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MessaggioTitolo: Schemi di gioco più comuni   Dom Set 16, 2012 8:00 am

Schema di gioco 4-3-1-2

Lo schema di gioco 4-3-1-2 consiste nello schierare 4 difensori, 3 centrocampisti, 1 trequartista e 2 attaccanti.
Questo modulo alla base ha una reinterpretazione del modulo diamante 4-1-2-1-2.
In questa struttura tattica le funzioni del centrocampo sono ben diverse rispetto al 4-4-2. In quest'ultima,infatti,la spinta sulle fasce è data dagli esterni di centrocampo,dal momento che nel 4-3-1-2 sono i difensori di fascia (terzini fluidificanti) a svolgere tale compito. Vi sono inoltre tre centrocampisti centrali e un trequartista che deve assistere le due punte. La differenza sostanziale col diamante è sicuramente nei compiti delegati al centrocampista offensivo e all'assenza del centrocampista arretrato.
Essendo abbastanza vulnerabile sulle fasce del campo, questo modulo richiede centrocampisti dinamici e dotati di una buona tecnica. Gli esterni bassi devono essere in grado di assicurare sia una buona copertura difensiva e sia quella di accompagnare a turno l’azione offensiva della squadra. Un ruolo chiave è quello del trequartista che agisce tra la linea di attacco e quella di centrocampo smarcando le punte ed impegnando la squadra avversaria ad opportune scalate difensive.



Schema di gioco 4-3-2-1

Il 4-3-2-1 è un modulo di gioco del calcio. Consiste nello schierare quattro difensori, tre centrocampisti davanti alla linea di difesa, due centrocampisti dietro alla linea d'attacco e un solo attaccante. È anche chiamato albero di Natale, dato che la disposizione degli uomini in campo ricorda, appunto, un abete.
In questo modulo dietro all'unico centravanti, che generalmente è forte fisicamente e abile nel tiro, vi sono due trequartisti tecnicamente dotati,il cui compito consiste nel fornire i palloni a quest'ultimo,ma anche nel creare personalmente pericoli alla squadra avversaria.
Il gioco si basa su due "stantuffi", ovvero gli interni di centrocampo che agiscono ai lati del regista,vero organizzatore della manovra. I terzini hanno il medesimo compito previsto nel 4-1-2-1-2, ovvero di ali aggunte in fase offensiva, pronti alle ripartenze e ai ripiegamenti in difesa.



Schema di gioco 4-4-2

È lo schema di gioco più comune nel calcio odierno. La tipologia di 4-4-2 più diffusa e popolare è quella detta in linea. Si definisce in tal maniera poiché i giocatori in ogni reparto del campo (difesa, centrocampo, attacco) si dispongono in linea retta. A differenza della variante successiva, ovvero quella del rombo, il 4-4-2 in linea è un modulo che predilige il gioco sulle fasce.
I due "esterni" di centrocampo infatti lavorano costantemente in collaborazione coi terzini: In fase offensiva teoricamente dovrebbero ricevere l'aiuto dei terzini mediante le proposizioni o le sovrapposizioni, in fase difensiva invece sono gli esterni che devono aiutare i terzini mediante coperture o raddoppi di marcatura.
Questo modulo varia di efficenza e potenziale anche a seconda dell'atteggiamento tattico di una squadra o del pressing. Inoltre è importante che la squadra non si "allunghi" e che tra un reparto e un altro, ovvero tra una linea ed un'altra, non ci sia troppa distanza; questo avviene generalmente nelle battute conclusive di una partita quando i giocatori sono stanchi e non riescono a ripiegare in fase difensiva lasciando quindi spazi agli avversari che possono quindi, come si dice in gergo, agire facilmente tra le linee.



Schema di gioco 4-3-3

Questo schema di gioco nasce come conseguenza "difensivista" al 4-2-4 del Brasile degli anni '50; l'aggiunta di un centrocampista in mezzo al campo permette una maggiore copertura difensiva, senza compromettere la propensione offensiva della squadra.
Il centrocampo a 3 gioca in modo compatto tenendo la squadra corta; questo settore è solitamente formato da un playmaker che gioca davanti alla difesa col compito di rilanciare il gioco e dettare i tempi ai compagni, e due mediani di cui uno a caratteristiche maggiormente difensive, e l'altro (detto talvolta "mezzala" o "incursore") invece appoggia la fase offensiva tentando più spesso rispetto all'altro degli inserimenti in avanti.
Gli attaccanti svariano su tutto il fronte d'attacco per non dare punti di riferimento agli avversari, talvolta a tal scopo si usa mettere le due ali (o attaccanti esterni) sul lato inverso rispetto al piede di gioco: un' ala destra gioca a sinistra e viceversa, in modo che entrambi tendano ad accentrarsi e costringano i difensori avversari a creare spazi sulle fasce, che devono essere occupati dai terzini o da uno dei centrocampisti centrali che si allarga dando cosi una grande ampiezza alla manovra.
Nella manovra esterna svolgono quindi un ruolo fondamentale anche i terzini che hanno compiti prevalentemente di copertura, ma devono anche avere velocità, resistenza e tecnica per portarsi verso il fondo del campo con o senza palla allo scopo di creare superiorità numerica sugli esterni e servire il centravanti, che il più delle volte è un attaccante dotato di stazza e visione di gioco, in grado di tenere alto il baricentro del gioco e offrire ai compagni sponde e suggerimenti per l'inserimento.



Schema di gioco 4-4-1-1

Il 4-4-1-1 è una variante del 4-4-2 classico dove uno dei due attaccanti gioca più arretrato rispetto al compagno di reparto, posizionandosi tra la linea d'attacco e quella di centrocampo.
Si tratta di una variante leggermente più difensivista del 4-4-2 "normale" ma più generalmente mantiene le caratteristiche del 4-4-2 in linea.
Il modulo 4-4-2 è il modulo più comune nel calcio odierno. La tipologia di 4-4-2 più diffusa e popolare è quella detta in linea. Si definisce in tal maniera poiché i giocatori in ogni reparto del campo (difesa, centrocampo, attacco) si dispongono in linea retta. A differenza della variante successiva, ovvero quella del rombo, il 4-4-2 in linea è un modulo che predilige il gioco sulle fasce.
I due "esterni" di centrocampo infatti lavorano costantemente in collaborazione coi terzini: In fase offensiva teoricamente dovrebbero ricevere l'aiuto dei terzini mediante le proposizioni o le sovrapposizioni, in fase difensiva invece sono gli esterni che devono aiutare i terzini mediante coperture o raddoppi di marcatura.
Questo modulo varia di efficenza e potenziale anche a seconda dell'atteggiamento tattico di una squadra o del pressing. Inoltre è importante che la squadra non si "allunghi" e che tra un reparto e un altro, ovvero tra una linea ed un'altra, non ci sia troppa distanza; questo avviene generalmente nelle battute conclusive di una partita quando i giocatori sono stanchi e non riescono a ripiegare in fase difensiva lasciando quindi spazi agli avversari che possono quindi, come si dice in gergo, agire facilmente tra le linee.




Schema di gioco 4-2-4

Il 4-2-4 tenta di combinare un forte attacco con una forte difesa, e fu creato come contrapposizione al WM. È anche possibile considerarlo come una evoluzione del WW. Il 4-2-4 fu per la prima volta schierato da Márton Bukovi, anche se la sua creazione è disputata tra Flávio Costa, l'allenatore del Brasile nei primi anni '50, e l'ungherese Béla Guttman. Comunque il primo 4-2-4 praticato, fu perfezionato in Brasile negli ultimi anni '50. Costa pubblicò le sue idee, il sistema diagonale, sul quotidiano brasiliano O Cruzeiro, utilizzando questo schieramento per la prima volta con il formato numerico esattamente come descritto in questo articolo, il sistema diagonale era l'idea da cui si sviluppò il concetto completo del 4-2-4. Guttman si trasferì in Brasile più tardi, sempre negli anni '50, per aiutare a sviluppare questa idea tattica utilizzando l'esperienza ungherese.
Il 4-2-4 fece tesoro delle nuove e più performanti condizioni atletiche e tecniche andatesi a sviluppare sempre più nei giocatori in quegli anni, ottenendo in fase difensiva che 6 giocatori arretrassero asseme e viceversa in fase offensiva 6 giocatori attaccassero insieme, utilizzando i 2 centrocampisti a tutto campo in entrambi i compiti. L'idea di base era semplice: con l'introduzione del quarto difensore la fase arretrata diveniva più serrata e chiusa che mai e allo stesso tempo quattro giocatori offensivi portavano attacchi più pericolosi.
Il centrocampo relativamente sguarnito contava pesantemente sui difensori che non dovevano semplicemente rompere il gioco avversario ma, specialmente sugli esterni (destro e sinistro) dovevano impostare, rilanciare l'azione, proporsi e fare possesso palla. Era necessario che questi giocatori fossero particolarmente dotati e completi, con una tecnica ben sopra alla media ed un atteggiamento propositivo offensivo, tutte caratteristiche che calzavano a meraviglia con le qualità tecniche e mentali dei brasiliani. Il 4-2-4 necessita perciò di giocatori molto dotati altrimenti può portare a problemi di gioco.



Schema di gioco 4-1-3-2

Quattro difensori, un mediano, tre trequartisti e due attaccanti.Con questo modulo si vuole mantenere un assetto in campo ambiguo e imprevedibile: in fase di possesso la squadra schiera un regista davanti alla difesa che crea il gioco partendo dalle retrovie e tre uomini liberi di inventare, inserirsi ed andare sul fondo alle spalle delle due punte.
Esse devono essere ben assemblate, infatti oltre ad una prima punta ne serve anche una seconda in grado di fare gioco e di aiutare in fase di non possesso.
Proprio in fase difensiva la squadra si schiera con un 4-5-1, con il mediano che diventa perno del centrocampo e i trequartisti che arretrano aiutati dalla seconda punta.
All'interno di questo modulo ricoprono grande importanza gli esterni: infatti i terzini non si devono mai spingere troppo in avanti mentre le due mezz'ale devono essere fondamentali tanto in attacco quanto in difesa.




Schema di gioco 4-2-3-1

Consiste nello schierare quattro difensori, due centrocampisti davanti alla linea di difesa, tre centrocampisti dietro alla linea d'attacco e un solo attaccante. Essendo stato praticato per primo dal Real Madrid, è chiamato anche Modulo Real.
Largamente usato in Spagna e Francia questo modulo si caratterizza per l'essere uno dei più versatili. Proprio per la necessità di cambiare in corso d'opera l'assetto della squadra è stato il modulo adottato sia dal Real Madrid che dalla Roma di Luciano Spalletti.
Lo schieramento si basa sulla grande mobilità dei due centrocampisti esterni, che devono possedere ottime qualità di velocità e resistenza per trasformare il 4-2-3-1 in 4-5-1 (in fase difensiva) ed in 4-3-3 (in fase offensiva). La punta centrale deve essere molto prestante atleticamente ed avere la capacità di giocare di sponda per l'inserimento dei compagni o del trequartista.
Questo modulo non è attuabile da squadre che non basino il loro funzionaemento tattico sul movimento senza palla. Con una tattica di questo genere infatti, la mancanza di profondità derivante dalla presenza di una sola punta vanifica quasi ogni tentativo di scavalcare il centrocampo con lanci lunghi, mentre risulta invece premiato un atteggiamento basato sui fraseggi corti e veloci. Tuttavia questo schema in passato sembra sia stato usato dalla Nazionale di calcio Brasiliana, dopo alcuni "fallimenti" col 4-2-4, lasciando al centrale dei tre avanzati il compito di smistamento delle palle. Tuttavia, essendo in fase difensiva assimilabile sia che ad un 4-5-1 che ad un 4-3-3 in fase di manovra con gli esterni alti, si può dire sia stato usato almeno parecchie volte dalla cosiddetta Arancia meccanica, ovvero l'Olanda degli anni '70, dove i giocatori non avevano ruoli fissi e si lasciavano trasportare dalle invenzioni del pallone d'oro Cruijff.



Schema di gioco 3-5-2

Consiste nello schierare tre difensori, cinque centrocampisti e due attaccanti.
Si tratta di un modulo estremamente versatile, che se attuato bene diventa un'arma micidiale sia per la fase difensiva che per quella offensiva. Il ruolo da protagonisti infatti lo recitano sicuramente gli esterni ovvero quelli che in questo modulo non si chiamano nè terzini nè ali bensì tornanti.
Questo modulo è molto conosciuto ed usato specialmente in Italia, poiché è derivato direttamente dalla zona mista, modulo, anche detto tradizionale, che negli anni '70-'80 usavano in pratica tutte le squadre.
Giocando con una difesa a tre fissa è chiaro che sulle corsie esterne ci voglia una efficiente copertura che dovrà essere effettuata dagli esterni di centrocampo che quindi sono chiamati a difendere in fase difensiva, quando si viene attaccati quindi la difesa da tre passa a cinque per merito della copertura degli esterni. In fase offensiva invece questi esterni devono essere abbastanza capaci da potersi proporre anche in attacco, questo reparto quindi si trasforma da due a ben quattro uomini. Naturalmente per un compito del genere i due tornanti devono essere gioatori dotati di grandissima resistenza fisica, ma un esempio lampante di come si possa assolvere brillantemente a questo compito, ce lo danno giocatori come Gianluca Zambrotta, Roberto Carlos e il grandissimo "terzino goleador" Giacinto Facchetti capace appunto di essere un insormontabile baluardo difensivo, ma anche un ottimo realizzatore in fase offensiva.
Il centrocampo vede la presenza di tre centrocampisti centrali, due dei quali possibilmente con propensioni maggiormente di copertura, e uno con caratteristiche offensive ed estrose capace di assistere bene sia le due punte, che di allargare il gioco sui tornanti e anche dettare i tempi dell'azione.



Schema di gioco 3-4-3

Lo schema di gioco 3-4-3 consiste nello schierare tre difensori, quattro centrocampisti e tre attaccanti. Nel 3-4-3 i centrocampisti devono dividere le loro forze tra la fase d'attacco e quella di difesa. Avendo solo tre uomini fissi a difendere significa in linea teorica che gli avversari hanno maggiori possibilità di segnare e che, sempre in linea teorica, invece i tre attaccanti fissi garantiscono maggiori opportunità in avanti.
Questo modulo è usato con successo solo dalle squadre con una mentalità molto offensiva.
Dei 3 difensori, quello centrale funge come una sorta di libero, e gli altri 2 da veri e propri centrali di difesa.
Il giocatore al centro della difesa occupa il ruolo chiave della difesa a 3; in pratica sostituisce a secondo delle necessita' e seguendo gli schemi a zona uno dei 2 centrali, ed in ogni caso e' chiamato in ultima battuta a sbrogliare o spazzare nelle situazioni pericolose. Deve essere anche il primo giocatore ad impostare il rilancio dell'azione ed in alcune occasioni deve proporsi anche in avanti. Gli altri due centrali (destro e sinistro) sono incaricati di coprire, marcare e rompere il gioco offensivo avversario situato nella propria zona di competenza; a questi vengono richieste doti fisiche, forza, elevazione, velocita', e senso della posizione.
Dei 4 centrocampisti, i 2 in mezzo fungono da centrali (o interni) e gli altri 2 da laterali.
I 2 centrocampisti laterali (destro e sinistro) ricoprono un ruolo delicato del centrocampo in quanto a loro e' richiesto di scalare in difesa quando la squadra subisce e porsi da veri terzini sulla fascia di competenza quando i centrali si chiudono in area, di coprire il centrocampo sul proprio lato e di salire in attacco fungendo da ali, quando la squadra offende e gli attaccanti si accentrano nell'area avversaria. Per questi giocatori vengono richieste doti di corsa prolungata, applicazione, scatto, dribbling e capacita' di cross. Gli altri 2 centrali (interni) dovrebbero essere intercambiabili e giocare in sintonia, l'uno coprendo l'altro, con compiti di interdizione in fase difensiva ed impostazione in fase offensiva di rilancio.
Dei 3 attaccanti uno funge da centravanti, e gli altri due da ali.
Il Centravanti o centrattacco e' il ruolo piu' delicato dei 3; a questo giocatore,naturalmente prestante e abile nel tiro,viene richiesto sia una buona predisposizione ai gol,sia l'applicazione di alcuni schemi che permettano l'inserimento di altri giocatori in fase finalizzativa. Questo calciatore è portato ad incunearsi in area a percussione, centralmente. Gli altri 2 attaccanti (ala destra e sinistra) devono agire in posizione laterale per costringere le difese ad aprirsi, accentrarsi per aiutare il centravanti quando salgono in attacco i laterali di centrocampo, e sostituirli a centrocampo quando quelli arretrano a terzini. A questi giocatori vengono richieste doti come senso della posizione, rapidita', corsa, dribbling, cross e tiro.



Schema di gioco 3-4-1-2

Il modulo 3-4-1-2 consiste nello schierare 3 difensori centrali, 4 centrocampisti (i due esterni sono chiamati tornanti perché in grado sia di attaccare che di difendere), 1 fantasista (o trequartista) alle spalle di due punte.
Questo schema è una variante dello schema di gioco 3-4-3 rispetto al quale prevede l'impiego del trequartista dietro le punte anziché una prima punta affiancata da due ali.
In fase difensiva i 2 esterni di centrocampo si schiacciano all'altezza della linea difensiva per aiutare i 3 difensori creando una difesa a 5, i 2 mediani davanti alla difesa coprono in raddoppio sulle fasce dx o sx a seconda dello sviluppo offensivo della squadra avversaria, mentre il trequartista scalerà a centrocampo formando una linea a 3.
I centrocampisti devono dividere le loro forze tra la fase d'attacco e quella di difesa. Avendo solo tre uomini fissi a difendere significa in linea teorica che gli avversari hanno maggiori possibilità di segnare e che, sempre in linea teorica, invece i tre attaccanti fissi garantiscono maggiori opportunità in avanti.
Questo modulo è usato con successo solo dalle squadre con una mentalità molto offensiva.
Dei 3 difensori, quello centrale funge come una sorta di libero, e gli altri 2 da veri e propri centrali di difesa.
Il giocatore al centro della difesa occupa il ruolo chiave della difesa a 3; in pratica sostituisce a secondo delle necessita' e seguendo gli schemi a zona uno dei 2 centrali, ed in ogni caso e' chiamato in ultima battuta a sbrogliare o spazzare nelle situazioni pericolose. Deve essere anche il primo giocatore ad impostare il rilancio dell'azione ed in alcune occasioni deve proporsi anche in avanti. Gli altri due centrali (destro e sinistro) sono incaricati di coprire, marcare e rompere il gioco offensivo avversario situato nella propria zona di competenza; a questi vengono richieste doti fisiche, forza, elevazione, velocita', e senso della posizione.
Dei 4 centrocampisti, i 2 in mezzo fungono da centrali (o interni) e gli altri 2 da laterali.
I 2 centrocampisti laterali (destro e sinistro) ricoprono un ruolo delicato del centrocampo in quanto a loro e' richiesto di scalare in difesa quando la squadra subisce e porsi da veri terzini sulla fascia di competenza quando i centrali si chiudono in area, di coprire il centrocampo sul proprio lato e di salire in attacco fungendo da ali. Per questi giocatori vengono richieste doti di corsa prolungata, applicazione, scatto, dribbling e capacita' di cross. Gli altri 2 centrali (interni) dovrebbero essere intercambiabili e giocare in sintonia, l'uno coprendo l'altro, con compiti di interdizione in fase difensiva ed impostazione in fase offensiva di rilancio.
Alberto Zaccheroni è stato il profeta di questo sistema di gioco prima nell'Udinese e successivamente con il Milan, dove nella stagione 1998/1999 vinse il campionato italiano di calcio.
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